La mamma e l’orologio 

 

Mia madre l’altro giorno mi ha mandato su Whatsapp un messaggio vocale in cui mi diceva di essere in un negozio sportivo e che aveva trovato un orologio come voleva lei. Le ho chiesto quanto costasse e di che marca fosse, mi ha detto che era abbastanza economico ed era di una marca che non aveva mai sentito dire.

Le ho risposto dicendole di aspettare a comprarlo, che magari ce l’avrei potuta accompagnare io o glielo avrei preso da internet, ma ormai era troppo tardi: aveva, ovviamente, fatto di testa sua. Il risultato? Non ha comprato un orologio, ma un cardiofrequenzimetro da polso. Sinceramente non conosco la marca e mi sembra abbastanza scadente, dubito che segni effettivamente l’ora altrimenti sarebbe stato comunque un acquisto utile per lei.

Io non capisco perché tutte le volte fa così. Mi chiede consigli su cosa comprare, quando e dove,io glieli do e lei non mi ascolta. Ma cosa me li chiede a fare?! Sono sempre stato io il cervellotico della casa, quello che non si fa mancare nulla di tecnologico perché è appassionato e segue tutte le novità del momento.

Mi chiese consiglio per comprare lo smartphone e anche lì fece un disastro, comprando una cosa terribile che fui costretto a rimpiazzarle con un modello quantomeno decente. Non dico che debba avere un top di gamma, per quello che ci fa, ma almeno una cosa che sia in grado di telefonare, mi pare il minimo.

Eppure il lupo perde il pelo ma non il vizio, ci è ricascata anche questa volta che spero sia quella definitiva che le insegni ad ascoltarmi invece che dirmi sì sì faccio come dici tu e poi fare il contrario!

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Esperimenti in cucina disastrosi 

La mia vita in casa da solo procede sempre in una direzione molto disastrosa dal punto di vista culinario. Quando abitavo coi miei genitori non dovevo fare nulla, al massimo se non c’erano loro a cena mi ordinavo una pizza da asporto o mettevo in microonde una porzione di qualcosa già pronto. Inizialmente l’ho fatto anche quando ho iniziato a vivere da solo, ma poi ho iniziato a vedere brufoli da quindicenne sparsi per tutto il viso e i pantaloni cominciavano a starmi stretti. Ho deciso di cambiare.

Il cambiamento ha comportato una serie di curiose situazioni che pensavo potessero avverarsi solo nei film. Per esempio, ho già dovuto ricomprare due microonde, perché i miei morivano da un giorno all’altro. Una volta avevo pensato bene di mettere una teglia di patate tagliate molto sottili, che si sono fuse con la teglia stessa e si sono bruciate completamente. Ho dovuto ricomprare anche la teglia.

Qualche giorno fa ho visto su Youtube un video di una ricetta talmente semplice, da essere abbordabile anche per un bambino: un toast. Che ci vuole a farsi un toast? Si prende del pane, qualcosa con cui farcirlo e si mette nel tostapane elettrico. Facile, no? Ecco, è qui che mi sono sbagliato profondamente pensando che fosse facile.

Non so se dovrò ricomprare anche il tostapane, a questo punto, perché l’ho farcito con della mozzarella fiordilatte, la quale, com’è ovvio che sia, ha rilasciato una quantità di acqua industriale che ha fatto fare le scintille al tostapane. È normale? Io non penso proprio né ho intenzione di vedere se funziona ancora accendendolo, perché ho paura che potrebbe saltare tutto in aria.

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La domenica dello shopping 

 

Non capirò mai perché la domenica tutti decidono di riversarsi nei centri commerciali per fare cosa, poi, che nessuno compra niente?! Quando hai bisogno di qualcosa in maniera urgente e devi andarci per forza, è un disastro. Non si trova posto neanche a pagarlo oro, tutti sono nervosi, per la strada si trovano file chilometriche dove tutti hanno la freccia per girare a destra, dove tu sai che si trova il maledetto centro commerciale.

Ieri era la mia volta. In realtà era la mia ragazza a doverci andare, ma visto che dovevo prendere un paio di cose per il bricolage, avevo accettato con molto piacere all’idea di passare un week end tradizionalmente nel centro commerciale, come non facevamo da tanto tempo. Lei doveva cercare una di quelle sedie ufficio per il suo studio, quindi neanche doveva far shopping in classico stile femminile, che anche se cascasse il mondo bisogna restar chiusi lì fino a chiusura.

Il panico più assoluto. Non c’era posto, tutti sembravano aver avuto la nostra stessa idea e, ok che era una giornata uggiosa con pioggia e freddo, ma santo cielo. Tutti a vagare come zombies, bambini che urlavano perché volevano il giocattolo appena uscito che i genitori non gli volevano prendere. Ma cosa li portate a fare con voi i bambini se poi non li ascoltate neppure? Pretendete che stiano calmi e pazienti mentre guardate milioni di vetrine?!

La nostra gita è durata poco. Abbiamo visto la quantità di gente presente in quel luogo e abbiamo deciso che forse non era il caso di rimanere lì. L’auto ormai l’avevamo parcheggiata, uscire era difficile quasi quanto entrare nel parcheggio, quindi ce ne siamo andati a fare un giro in centro e a prenderci una crepe. Mai più!

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Mamma, perché?!

Sono un bamboccione come direbbe qualcuno, ho quasi trent’anni e vivo ancora coi miei. Lavoro dopo aver studiato un sacco, ma ancora non posso permettermi di andarmene a vivere fuori di casa: collaboro alle spese e alle faccende, insomma sono un ragazzo da sposare, ammettetelo.

Mia madre è e sarà per sempre la donna più importante della mia vita, c’è poco da fare. Peccato che a volte si impegna veramente tanto per mandarmi fuori di testa. Ieri è tornata dalla palestra, si è fiondata nella mia stanza chiamandomi a gran voce dalle scale con un entusiasmo piacevole e insolito. Di solito torna stremata, sudata e morente, si butta nella vasca e ci sta almeno una mezz’ora buona, tra musica soffusa e sali da bagno.

Mi è sembrato strano che fosse così di buon umore ed energica dopo la palestra, ma poi ho capito. Le era entrato in testa di voler comprare un tapis roulant, non ho ancora ben chiaro il motivo, ma questo era ciò che le causava tanto entusiasmo. Il suo discorso era, in pratica, che comprando un treadmill avrebbe speso tanto sì in una volta sola, ma poi non avrebbe più dovuto pagare l’abbonamento per la palestra e quindi in futuro avrebbe risparmiato. Spende 15 euro al mese, basta fare un rapido conto per capire che questo investimento si rivelerà ottimo fra un sacco di tempo.

Ma va bene, è il suo compleanno fra poco e potrei coinvolgere il resto della famiglia per regalarglielo, ho pensato. Ma no, voleva quello che ha anche in palestra. Visita il sito web, me l’ha dato Paolo, il ragazzo della palestra, è la stessa marca che hanno loro! 

Quando ho visto il numero di zeri che avevano le cifre mi sono fermato un attimo e le ho fatto capire che sarebbe stato un investimento intelligente fra almeno 3 anni. Per fortuna ha desistito!

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Svegliata da una notifica 

Ho avuto una giornata pesantissima, avrei voluto dormire per un anno intero, ma sapevo benissimo che, prima o poi, la sveglia avrebbe iniziato a suonare. Io fin da piccola ho il vizio di contare sempre quante ore mi rimangono di sonno da quando vado a dormire a quando so che dovrò alzarmi, non importa se me lo dice il telefono quando imposto la sveglia, devo contarli personalmente con le dita.

Insomma, ieri, dopo una giornata che mi ha messo veramente a dura prova, facendo il mio solito conto avevo ben 9 ore di sonno che mi aspettavano. Esaltata e felice per essere andata a dormire a un orario umano, mi sono messa a letto speranzosa e con l’anima in pace, convinta che al mattino avrei avuto un aspetto fresco e decente.

Se non fosse che una dannatissima notifica mi ha svegliata. Mi ero scordata di impostare il non disturbare, modalità che in teoria avevo capito entrasse in vigore automaticamente da una certa ora in poi. Probabilmente ho sbagliato a impostare qualcosa io, ma quel che conta è che mi sono svegliata.

Non ho neppure guardato il telefono per vedere se effettivamente fosse la sveglia, mi sono diretta in cucina in modalità zombie e mi sono fatta il caffè. Dando uno sguardo all’orologio ho visto che erano le 4 e mezza: avevo ancora tre ore di sonno, perché ero in piedi in casa mia e stavo bevendo del caffè?

Mi sono precipitata di nuovo in camera e ho guardato il telefono. Non era la sveglia, era una notifica di una mail ricevuta. Come scegliere il materasso su cui dormire sonni tranquilli. Istintivamente, e in preda alla furia più assoluta, ho risposto al mittente della mail, nonostante fosse una mail preconfezionata. Ho scritto grazie tante, i sonni tranquilli li stavo già dormendo beatamente nel materasso che ho scelto io!

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Il lavoro della mamma

Fare la mamma, in molti, dicono che sia il lavoro più difficile del mondo. Beh, ora che lo sono mi sono dovuta ricredere, è vero: fare la mamma è molto più complicato rispetto a tutto il resto, non lo dico con presunzione – anche perché di mamme nel mondo ce ne sono un sacco – lo dico, ormai, con cognizione di causa.

Mentre vivevo la gravidanza ho avuto qualche sentore, in effetti già vivere nove mesi in un modo completamente diverso dal solito può essere difficile. Quando poi la mia bimba è venuto al mondo ho capito che quello era solo l’antipasto: le cose si complicavano man mano che i giorni andavano avanti. Il primo periodo è stato un disastro, occhiaie fino alle punte dei piedi, quasi, ma tanta soddisfazione nel vedere la mia piccola crescere.

Da ragazza amante dello shopping sfrenato, adesso ho una pagina aperta su un sito e il cursore su clicca qui per comprare uno scalda biberon nuovo, dato che il mio è caduto a terra e si è rotto definitivamente. Ho chiesto consiglio su un forum, su quale fosse il migliore, e mi è venuto in mente quando un tempo facevo altrettanto per chiedere consiglio su che taglio di capelli o che colore adottare.

Mio marito mi dice ogni giorno di prendermi qualche ora per me, dedicarmi al trucco e al parrucco, mi ha anche regalato uno di quei pacchetti per un week end alle terme per me e un’amica, ma io al solo pensiero di stare lontana dalla bambina, mi sento male. So che è sbagliato e so che prima o poi dovrò cedere, anche perché comincio a essere stanca in una maniera che non pensavo fosse possibile, ma spero sia fra molto, molto, molto tempo ancora! Il mio angelo è tutto, se non ho lei la mia vita ormai non è più piena!

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La nonna tecnologica 

Mia nonna ha 83 anni ma è più tecnologica di me, ha un tablet, un computer e addirittura uno smartphone con Whatsapp col quale tormenta me e mio fratello inviandoci emoticons, immagini e cose che generalmente una donna di quell’età difficilmente conosce. Eppure ci fa barba e capelli a tutti quanti!

Per Natale dell’anno scorso le abbiamo chiesto cosa volesse, ci ha risposto subito facendoci vedere una notizia sul suo pc che riguardava l’uscita di un nuovo modello di tablet che avrebbe desiderato molto, e così è stato. Glielo abbiamo preso e passa le giornate a leggere notizie, a scrivere o cercare ricette e…su Facebook. Non so quanti ottantatreenni abbiano Facebook, ma so che sicuramente lei rientra fra questi.

L’altro giorno, sempre su Whatsapp, mi ha scritto “Quest’anno me la regalate la cyclette? Ho visto i prezzi delle cyclette su Amazon e non ci sono neanche le spese di spedizione”. Ho chiamato mia madre che si è sentita sollevata, almeno per quest’anno sappiamo cosa prenderle visto che è sempre un dramma fare regali.

Ho visto un po’ che offerte ci sono e sto facendo una cernita dei modelli che, secondo me, possono andar bene per lei. Per ora la scelta secondo me più ideale sarebbe quella di prendergliene una mini, visto che deve fare esercizi per la circolazione e non per fare i muscoli. Con una cyclette mini potrebbe guardarsi la De Filippi pedalando nello stesso momento, quindi mi sembra una buona opzione.

Devo sentire, forse, anche lei perché per avere 83 anni, come ho già detto, è molto informata su tutto quello che è tecnologico e adora le cose di ultima generazione. “Sono già vecchia io, che me ne faccio di cose vecchie quanto me?” ecco cosa dice quando le chiedono perché ha deciso di imparare a usare il computer a questa età!

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